Un anno con EFF/Lago di Bolsena
Considerazioni sul primo anno di questa newsletter
Esattamente un anno fa abbiamo dato vita a questa newsletter “per raccontare, tra le altre cose, lo sviluppo dell’attività Est Film Festival / Lago di Bolsena e, più in generale, tutto ciò che riguarda il cinema del territorio”. L’intenzione era di prenderci dodici mesi di tempo per decidere se continuare a mantenere attivo questo esperimento o, considerati gli obiettivi raggiunti e i costi necessari, chiuderlo. Siamo giunti, dunque, al momento dei bilanci.
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Tre bilanci, una decisione
Innanzitutto, i numeri. In questo caso l’obiettivo era molto realistico e teneva conto di due fattori: un territorio ospitante gli eventi limitato e un contenuto piuttosto specializzato. Ci aspettavamo di iniziare con un centinaio di iscritti per raddoppiare le iscrizioni nei primi dodici mesi. Nel primo caso la partenza è stata assolutamente in linea con le previsioni ma, dopo un buon inizio, le iscrizioni si sono quasi fermate. Pochi, ma buoni: un dato estremamente interessante è che questa newsletter ha – rispetto alla media delle newsletter tematiche – un elevato grado di interazione. Questo significa che chi la riceve la apre e la legge, in controtendenza rispetto all’abitudine generalizzata (e figlia, probabilmente, anche di un proliferare di newsletter informative su vari temi) di “cestinare” senza aprire gran parte di questa tipologia di posta in arrivo.
In secondo luogo, gli obiettivi espliciti.
Mese dopo mese abbiamo cercato di raccontare il “dietro le quinte” di un evento culturale con tutte le sue difficoltà, le sue contraddizioni e anche i suoi passi falsi. Eravamo e siamo convinti che vi siano tanti e troppi luoghi comuni legati a questo lavoro e al mondo di professionalità collegato, per cui abbiamo scelto la via che ci è sembrata più diretta e completa per raccontare la nostra esperienza. Parlando del viaggio di Est Film Festival / Lago di Bolsena abbiamo cercato di mettere in risalto aspetti meno noti dell’organizzazione eventi e le caratteristiche uniche di una manifestazione tanto legata a questo territorio.
Ci aspettavamo maggiori contatti attraverso i canali “ufficiali” (mail, social) che portassero richieste o quesiti e invece le attese sono state ribaltate. Richieste e quesiti ci sono stati (e non sono stati pochi) ma sono arrivati in modo molto più diretto. Lo staff del progetto ha cominciato a essere identificabile a livello locale e domande e curiosità sono state poste nel modo più diretto e immediato immaginabile: di persona. Dobbiamo ammettere che questa possibilità non era stata inizialmente considerata: da una parte dimostra un buon livello di coinvolgimento e gradimento del territorio rispetto alle nostre proposte, dall’altra conferma che gli obiettivi iniziali della newsletter non sono stati raggiunti nel modo in cui erano stati pensati.
Infine, gli obiettivi non dichiarati.
Nelle precedenti newsletter siamo spesso tornati sulla necessità di crescere insieme al territorio. L’obiettivo più importante che avevamo in mente un anno fa era quello di scoprire le realtà presenti sulla zona, i professionisti e i talenti a noi ancora sconosciuti e cercare, dove possibile, di coinvolgerli nella nostra attività o aiutarli a far crescere i loro progetti. Crediamo che lo sviluppo culturale ed economico di un territorio sia un percorso collettivo in cui un evento non può e non deve imporsi sugli altri ma – per il suo stesso interesse – deve collaborare a creare una rete coerente e innovativa. Ecco, questo aspetto è stato in parte raggiunto ma non con le tempistiche sperate: abbiamo portato il nostro progetto in giro per l’Italia, ne abbiamo molto parlato in sedi istituzionali e informali e abbiamo stretto nuove relazioni e contatti, però questo primo anno ci ha fatto capire che la strada è ancora lunga e va percorsa con costanza e pazienza.
E quindi, dopo un anno di attività, cosa fare di questa newsletter?
Valutate le opinioni (non tutte concordi) del nostro staff abbiamo deciso per una – speriamo saggia – mediazione: andremo avanti per altri dodici mesi con obiettivi più specifici e qui, cari iscritti, ci dovete aiutare voi.
Innanzitutto vogliamo aumentare il numero dei lettori per cui vi invitiamo a inoltrare questa newsletter (o quella che più vi ha colpito tra le 11 precedenti) a un amico/a che pensate possa essere interessato/a a iscriversi.
Seconda richiesta:
Ci serve sapere chi siete, cosa vi interessa, cosa vorreste leggere su questa newsletter ma soprattutto vedere in un evento vicino a voi. Infine, ma altrettanto importante, seguite i nostri eventi e – che siate spettatori assidui o siate venuti per la prima volta o solo di passaggio – venite a salutarci: ci fa piacere conoscervi anche oltre lo schermo!
Media e audiovisivi
🎞️È in sala La città proibita, terzo film del romano Gabriele Mainetti dopo il successo di Lo chiamavano Jeeg Robot e l’ambizioso Freaks out, il primo senza la collaborazione di Nicola Guaglianone. Esquilino, cinesi contro romani, kung fu: sarà difficile convincere l’abitudinario pubblico italiano ad andare in sala, ma il film è molto piacevole.

Su Youtube si può invece rivedere gratuitamente Tiger boy, il cortometraggio con cui lo stesso Mainetti ha vinto nel 2012 l’Arco d’argento al 6° Est Film Festival. E già che ci siamo, ecco anche il link a Basette, il primo corto con cui Mainetti si è fatto notare da tutti i festival italiani.
In breve
💯 CENTENARIO | L’Istituto Luce compie 100 anni. Sette tra registe e registi (Michela Andreozzi, Massimiliano Bruno, Claudia Gerini, Edoardo Leo, Francesca Mazzoleni, Rocco Papaleo, Sydney Sibilia) hanno girato altrettanti cortometraggi per celebrare questa ricorrenza, utilizzando con creatività lo sterminato materiale dell’archivio. 100 di questi anni è al cinema, sicuramente i cortometraggi saranno distribuiti nel futuro prossimo su qualche piattaforma. Qui il trailer.
🕹️MACHINIMA | È da poco uscito sulla piattaforma MUBI un documentario che ha vinto vari festival internazionali, anche molto importanti. Cosa c’è di strano? Grand Theft Hamlet, questo il titolo, è stato girato dentro a un videogioco. Due attori, durante il lockdown, hanno utilizzato GTA V per convincere altri giocatori a mettere in scena l’Amleto. Nel gioco, non nella realtà. Mentre gli altri giocatori passavano e sparavano. Sempre nel gioco, ovviamente. Per capire meglio di cosa si parla e quali implicazioni possa avere lasciamo il link alla notizia in due versioni: quella del Post, abituato a spiegare sempre con calma, e quella di Wired, rivista specializzata nel settore.
💁♀️LUNÀDIGAS | È online su Primevideo dalla scorsa settimana e per un periodo limitato il documentario Lunàdigas, presentato in concorso a Est Film Festival nel 2017. Interessante film sulle donne che scelgono di non avere figli, ad oggi un unicum in un Paese in cui c’è ancora un forte stigma sull’argomento.




Ciao,
Ho ricevuto la vostra newsletter e mi ha fatto piacere leggervi e vedere i vostri progressi.
Buon lavoro!
Carissimi,
ho già avuto occasione di farvi i complimenti per l'eccezionale qualità della vostra newsletter, confermata da "Un anno con EFF/Lago di Bolsena". Aderendo all'appello ho inoltrato l'email ad alcuni amici martani, anche loro attenti ai temi che trattate. Così, augurandomi ed augurandovi di raggiungere gli obbiettivi attesi nel prossimo anno di attività, vi saluto cordialmente.
Ludovico