Quanti festival sono troppi festival?
Un censimento difficile, qualche dato sui festival, un evento poco noto nella provincia di Viterbo
Parafrasando il titolo di un libro di qualche anno fa (“Italia, il paese dei mille paesi”) si potrebbe ben dire “Italia, il paese dei mille festival”. Chi d’estate, ma non solo, ama girare per borghi e castelli sa bene che in quasi ognuno di questi luoghi si organizza un evento di cinema – festival, rassegna o altro – e la sensazione generale è che queste iniziative si siano moltiplicate negli ultimi anni.
È cosa nota che il nostro sia un Paese di grandi festival di cinema, basti citare la Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, i festival di Torino (grande qualità, buona fama), di Roma (un po’ meno di entrambe) ma anche gli importanti festival di Pesaro, Taormina e Giffonim, tutti con una rilevanza nazionale e internazionale. In questa newsletter, però, noi vogliamo parlare di tutti gli altri, di quei festival piccoli o piccolissimi per numero di edizioni, possibilità di sviluppo, capacità di farsi conoscere al di fuori del ristretto ambito del “campanile” che spesso, nel discorso pubblico, alimentano la sensazione che in Italia ci siano troppi festival. È vero? Ma soprattutto: quanti festival sarebbero troppi festival?
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Un censimento difficile
Partiamo dalle basi: quanti festival cinematografici ci sono per davvero oggi in Italia?
Dipende da cosa si intende per “festival cinematografico”. Consultando il regolamento dell’Associazione Festival Italiani di Cinema (AFIC) vediamo che, per aderire all’associazione, è necessario possedere una serie di requisiti: il carattere competitivo della programmazione (quindi, deve essere previsto un premio finale), una durata compresa tra quattro e dodici giorni, un impegno nella ricerca di opere inedite e la produzione di un catalogo della programmazione.
Sono quindi questi gli elementi per definire cosa sia “festival cinematografico”? Ahinoi, no: si tratta dei criteri proposti da un’associazione, per quanto autorevole (rappresenta oltre 120 festival di cinema); ciò non è sufficiente a considerarli elementi oggettivi e definitivi. In Italia ci sono molti eventi che si definiscono “festival cinematografici” che non aderiscono all’AFIC e non rientrano in tutti i requisiti sopra indicati, altrettanti che non aderiscono pur rientrando nei parametri. Se ci basassimo solo sul database di AFIC nel Lazio potremmo contare solo otto festival e nessuno nella provincia di Viterbo – nemmeno Est Film Festival è (ancora) iscritto per via dell’assenza di un catalogo annuale e per le peculiarità di durata.
Uscendo da definizioni molto “strette” si può far ricorso allo storico e stimato sito web Cinemaitaliano.info: una miniera di informazioni sui festival e, in più, attrezzato alla ricerca per data e per regione.
Il database è davvero ampio e comprende tutti gli eventi cinematografici, che siano festival, arene, premi o rassegne. È uno strumento importante per pesare la presenza di eventi cinematografici nelle diverse regioni ma ha dei limiti nella periodicità degli aggiornamenti: capita a volte che eventi non più attivi siano comunque mantenuti nel database, falsando il dato totale. Inoltre, non risolve il problema del numero dei “festival cinematografici” puri. Comunque, qui si contano poco più di 3.000 eventi cinematografici attivi o inattivi da pochi anni, di cui 633 nel Lazio. Sembrano numeri altissimi ma, se anche fossero tutti attivi, parliamo di un evento ogni 20.000 abitanti in Italia, uno ogni 10.000 nel Lazio. Non è poi così tanto.
Concentrandoci sul Lazio – e, a questo punto, dando una nostra definizione di “festival di cinema” – vediamo che gli eventi che prevedono una competizione tra i film e gli autori sono quaranta. Abbiamo volutamente eliminato il Comune di Roma che ha delle sue ovvie caratteristiche che lo rendono molto diverso dal resto del territorio laziale. Nella Provincia di Viterbo i festival di cinema sono ufficialmente sette ma – piccola anticipazione – in realtà sono otto perché uno è ancora assente dal database. Stiamo, quindi, parlando di un festival ogni 35.000 abitanti, molto sotto la media regionale; nelle altre province il rapporto è ancora peggiore.
È interessante soffermarsi su alcuni dati: in primo luogo, più della metà dei festival del Lazio sono dedicati esclusivamente ai cortometraggi. Abbiamo già parlato delle peculiarità del mondo del cortometraggio: si dice che non abbia visibilità ma non è vero e il numero degli eventi dedicati lo dimostra. Il corto, purtroppo, non ha commerciabilità ed è questo il suo principale problema. In secondo luogo, se non stupisce che il 60% dei festival del Lazio si svolgano d’estate – periodo in cui si massimizzano le presenze grazie all’afflusso turistico – c’è una curiosa ragione per cui il “secondo classificato” per numero di eventi è il mese di novembre. Molti organizzatori, non avendo sicurezza di aver vinto i bandi per i contributi pubblici a causa del cronico ritardo nella pubblicazione delle graduatorie, tendono a spostare gli eventi verso fine anno nella speranza di avere, almeno in quel momento, la certezza del budget di spesa a disposizione.

Le definizioni sono importanti: se nella nostra ricerca ci fossimo attenuti solo ai criteri dell’AFIC avremmo avuto difficoltà a considerare “festival cinematografico” proprio… Est Film Festival Lago di Bolsena! Si tratta, infatti, dell’unico evento che nel 2025 ha avuto dodici giorni di competizioni in sette mesi di attività (senza contare le proiezioni extra non competitive) e che nel 2026 supererà la durata massima prevista; motivo per cui, continueremo a definire “20° Est Film Festival” la sezione competitiva per opere prime italiane che sarà di scena a fine luglio a Montefiascone.
Infine, visto che stiamo cercando di essere precisi, siamo andati a scoprire il festival della provincia di Viterbo assente dal popolatissimo database di Cinemaitaliano.info: stiamo parlando di Tuscania in Corto che, per quanto ancora in crescita, valeva la pena conoscere meglio.
Focus: Tuscania in Corto
A Tuscania si è svolto per un paio d’anni, nel periodo pre-covid, il festival “Universo corto”, evento itinerante di un’associazione di Pisa che ha ottenuto fondi e spazi per un paio di edizioni e che sembra tornato stabilmente in Toscana dall’anno scorso. Durante la pandemia nasce “Cinelabfest”, un evento online gestito da un’associazione di Tuscania. Dal 2024 ecco “Tuscania in Corto”. A margine dell’edizione che si è svolta sabato 8 novembre, abbiamo intervistato il direttore organizzativo Davide Boninsegna per saperne di più.
Ciao Davide, per iniziare ci racconti come nasce questo festival?
Il festival nesce 5 anni fa da un’idea mia e di Michelangelo Gregori (lo abbiamo intervistato un anno fa), con il coinvolgimento anche di Luca Baffo della Videosolution di Viterbo. Era il periodo Covid, non si poteva fare eventi aperti al pubblico perciò abbiamo avuto l’idea di fare un festival di cortometraggi online che si chiamava “Cinelabfest”: questo nome perché nel progetto c’era una sezione laboratoriale in cui seguire nelle fasi di scrittura, riprese e montaggio chiunque volesse fare un corto, per poi inserire i lavori così realizzati in una sezione apposita del festival. Nel frattempo abbiamo pensato al festival come a un evento itinerante da fare in alcuni paesi della Tuscia, con la fase finale a Tuscania (scelta sia perché io vivo qui, sia perché è stata luogo di riprese per molti film importanti, da Otello a Uccellacci e uccellini).
Una cosa sono le idee, poi però abbiamo dovuto fare i conti con la realtà – sia economica sia organizzativa – e non abbiamo potuto realizzare il laboratorio, così come altre idee che sono tutt’ora nel cassetto.
Dalla terza edizione il festiva diventa “fisico”, con un pubblico in presenza.
Sì, dal 2023 abbiamo utilizzato i luoghi che ci sono a disposizione, gli stessi dove poi abbiamo fatto la quarta e la quinta edizione, ma abbiamo anche registrato l’evento mandandolo in streaming, così che chi voleva partecipare a distanza potesse farlo. Alla fine di quell’edizione Michelangelo ci ha salutato – ognuno ha il proprio cammino da fare – e per la quarta edizione ho deciso di tirare fuori dal cassetto alcuni elementi del progetto originale a partire dal nome “Tuscania in Corto”; l’associazione Real Dreams è nata nel 2007, ci sono molte cose in quel cassetto... Da allora il festival si svolge in presenza, senza diretta streaming.
Dalla quarta alla quinta edizione c’è stato un vistoso aumento di pubblico: a cosa pensi sia dovuto?
Nella quarta edizione, che si è svolta nel mese di ottobre, abbiamo avuto meno pubblico perché in contemporanea c’erano altri eventi quali la Sagra della Cioccolata a Squajo e Tuscania non è Roma, sarebbe meglio non accavallarsi. Da quest’anno lo abbiamo spostato a novembre, che è anche un mese più adatto per andare al cinema. Inoltre abbiamo lavorato di più sulla promozione dell’evento e sulla ricerca, ricevendo il triplo dei cortometraggi rispetto al 2024. Avere un pubblico maggiore rispetto alla capienza della sala ci ha sorpreso perché non c’è una vera cultura del cortometraggio.
Ci racconti nel dettaglio il tuo lavoro? Quanto tempo ti richiede?
Ho già cominciato la progettazione per il 2026… Quando arrivano, guardo i corti insieme agli altri (la direttrice artistica è Ludmilla Filippova); durante l’anno mi occupo dei contatti, della comunicazioni con i registi, della ricerca sponsor, insomma della parte produttiva come si intuisce dai capelli, che sono sempre meno. Nel 2026 vorremmo lavorare anche con le scuole medie e superiori, per questo ho già avviato un’indagine di mercato contattando le scuole del Lazio ricevendo risposta da moltissime che sono interessate a partecipare con i lavori dei lori studenti. Quest’anno abbiamo ricevuto cinque lavori da una scuola di Pesaro, uno dei quali era così interessante da meritare una menzione speciale.
Facciamo un passo indietro: da dove nasce la tua passione?
Non per necessità economiche, perché non è un lavoro. Ho sempre avuto una passione smodata per il cinema. Quando guardo un film non vedo solo la storia, ma la realizzazione tecnica: le inquadrature, i tagli di montaggio. L’idea del festival però è nata per gli altri, perché anch’io ho fatto dei cortometraggi e ho visto come la maggior parte dei festival risponde e ti ci fa rimanere un po’ male: allora ho deciso di mettere nel festival le attenzioni che avrei voluto ricevere a mia volta.
Per fare un esempio, ho scritto una e-mail a tutti i film non selezionati ringraziandoli, facendo loro i complimenti e mandando loro un attestato di partecipazione.
Chiudiamo parlando del futuro: vi serve uno spazio più grande…
Ho già preso appuntamento con l’Assessore alla cultura, che ha partecipato all’edizione appena conclusa. Vediamo!
Media e audiovisivi
Parlando di Tuscania abbiamo citato due capolavori che tra pochi mesi compiranno rispettivamente 75 e 60 anni: Otello di Orson Welles e Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini. Per chi non l’avesse fatto da poco, è la scusa giusta per rivederli: Otello è disponibile su AppleTV e su Raro video (una sotto-sezione di Prime); Uccellacci e uccellini è su Primevideo, ma anche gratuitamente su Youtube. Dove va l’umanità? Boh!

In breve
🎥 EFF2026 | Manca una sola settimana alla chiusura delle iscrizioni per la sezione cortometraggi di Est Film Festival 2026. I corti scelti nel 2025 continuano il loro percorso nei festival italiani e internazionali: proprio nel mese di ottobre Amina e Albert sono stati premiati all’AS Film Festival (Roma), L’acquario, Superbi e Mercato libero sono stati inseriti nel programma di Emisferi Cinefest (Ciampino), i primi due in qualità di vincitori di EFF25. Data la vicinanza, abbiamo partecipato a entrambi i festival.
📽️ VETRALLA | Ricordate l’associazione che vuole riaprire il cinema di Vetralla? Ne abbiamo parlato un anno e mezzo fa. Domenica 7 dicembre apre il “circoletto del Dandao”, uno spazio di cultura e socialità proprio di fronte all’ex-cinema Moderno. L’inaugurazione è alle 16. Nella prossima newsletter annunceremo una piccola collaborazione, all’interno di questa nuova iniziativa. Stay tuned!
🤖 AI | Questa Newsletter è sempre stata prodotta senza utilizzo di intelligenze artificiali. Questo mese per la prima volta abbiamo provato ad utilizzare l’AI per generare due immagini esemplificative (quella di copertina e il festival autunnale). Se avete opinioni a riguardo, scriveteci! mailto@estfilmfestival.it





