Monografia 20° Est Film Festival
Com'è andato l'evento principale del circuito EFF/Lago di Bolsena
Se da un lato il progetto EFF/Lago di Bolsena cresce e, nella sua terza estate, completa il giro del lago raggiungendo anche Gradoli, dall’altro l’evento centrale – Est Film Festival – calamita ancor più attenzioni del solito festeggiando un traguardo tondo: i 20 anni. Raccontiamo gli aspetti principali di questa edizione appena conclusa.
Le novità
La struttura del festival ha ricalcato quella del 2019: anziché aggiungere o togliere si è scelto di continuare sul percorso intrapreso dando un tono più allegro e popolare rispetto al recente passato. Questa scelta si è notata già dalla selezione dei film in concorso, prendendo due film pur sapendo che le loro autrici non avrebbero potuto partecipare al dibattito in presenza, ma solo a distanza; si è scelto di ammorbidire la linea intransigente per non diminuire drasticamente la qualità della selezione. Se è vero che un concorso per autori esordienti ha bisogno della loro partecipazione, è altrettanto vero che il pubblico merita di vedere i film più interessanti, purché il dibattito avvenga almeno in streaming.
La scelta di maggiore impatto è però quella dell’ospite a cui consegnare l’Arco di Platino: dopo anni di registi/sceneggiatori è tornato a calcare il palco di Piazzale Frigo un attore/regista di grande fama: Claudio Amendola. Nella serata di sabato 25 luglio Amendola si è raccontato di fronte a una piazza gremita ben oltre la capienza, soffermandosi in particolare sui suoi primi anni nel mondo del cinema e sul passaggio alla regia con La mossa del pinguino.
Una gradita novità è stata la presenza di un volto nuovo tra chi ha condotto i dibattiti al termine delle proiezioni: nelle prime tre serate è salito sul palco Giorgio Cantarini, attore montefiasconese entrato in contatto per la prima volta con Est Film Festival ancora minorenne nel lontano 2008.
Per dare al festival un colore più caldo sono stati prodotti dei segnalibri utilizzando pezzi di pellicola – naturalmente plastificati – con le scene di quattro film che hanno caratterizzato i primi anni del festival: la prima proiezione in assoluto (Last minute Marocco) e i vincitori di tre Premi del pubblico (La casa sulle nuvole, Diciotto anni dopo e 20 sigarette).
Ma il gadget che ha spopolato è un altro: il telo da spiaggia del festival, fatto appositamente per la proiezione di Bolsena (ne parleremo) e andato a ruba.
Gli ospiti
Come abbiamo scritto sopra, non tutti i film sono stati accompagnati dai loro autori: ma chi non è potuto venire ha partecipato a distanza. La prima sera abbiamo conosciuto Alberto Palmiero, l’unico under 30 in gara, che ogni sera è in una diversa città d’Italia per presentare il suo primo film Tienimi presente. Ci è mancato poco che non tornasse a casa con l’Arco d’oro…
La sera successiva abbiamo conosciuto, collegata in diretta da un altro festival, Laura Samani: la regista triestina, che ha fatto incetta di premi nel mondo con il suo primo film Piccolo corpo, ha presentato la sua opera seconda Un anno di scuola, fermandosi a 2 centesimi di voto dalla vittoria del Premio del pubblico.
Il giro di boa del concorso ha visto il debutto della consolidata coppia artistica formata da Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis, vincitori della sezione corti nel 2017; RIP è particolarmente piaciuto al pubblico, finendo sul podio virtuale a soli 4 centesimi dalla vittoria.
Matteo Oleotto sarebbe dovuto tornare, a 12 anni di distanza dalla sua partecipazione con l’opera prima Zoran – Il mio nipote scemo; una febbre dell’ultimo minuto lo ha costretto a letto, sostituito degnamente dallo sceneggiatore Pier Paolo Piciarelli che ha accompagnato Ultimo schiaffo fino alla vittoria del premio principale: l’Arco d’oro.
Chiusura in grande stile con il film preferito dal pubblico di Montefiascone: Breve storia d’amore, con la partecipazione a distanza di Ludovica Rampoldi, alla prima regia dopo 20 anni da sceneggiatrice di alto livello.
And the winner is…
I premi in palio anche quest’anno erano due: quello assegnato dalla giuria e quello del pubblico. Ma dato che EFF è un progetto che dura tutto l’anno, nella serata finale è stato consegnato anche il premio per il miglior documentario (sezione che si è svolta nel mese di maggio); il film vincitore è stato riproposto nel pomeriggio di domenica, poche ore prima della cerimonia di premiazione, alla presenza non solo dei registi, ma anche della produttrice Angela Scafidi.

Così la giuria:
per l’equilibrio e la compattezza di una narrazione che, oltre a restituire alla memoria collettiva la figura del fotografo Nicola Scafidi, evidenzia la preziosità della sua opera quale patrimonio visivo e culturale di straordinaria importanza, utile a ripercorre i momenti cruciali della storia italiana tramite un linguaggio mediato dal potere delle immagini quando queste diventano arte.
Il Premio del Pubblico, come da tradizione legato ad AVIS Comunale di Montefiascone e dedicato a Pierluigi Ciucci, è stato assegnato a Breve storia d’amore dopo aver ottenuto una media-voto pari a 8,63; l’Arco d’argento verrà consegnato in autunno.
Le premiazioni si sono chiuse con la consegna dell’Arco d’oro – Premio Crédit Agricole Italia; Vincenzo Aloe, Direttore Regionale Centro Sud, ha consegnato l’Arco d’oro a Pier Paolo Piciarelli in rappresentanza di Matteo Oleotto. Il loro Ultimo schiaffo è stato scelto dalla giuria dopo un testa a testa serrato con la seguente motivazione:
Una storia sbagliata, come al cinema se ne raccontano poche. Solo due ragazzi delusi e sfigati possono pensare di fare i soldi chiedendo un riscatto per un cane smarrito. Ma quanti giovani sconfitti ci passano accanto e non ce ne accorgiamo?
E quanti Babbi Natale dovremmo vedere crollare a terra e finire male per capire che anche la festa più importante dell’anno non è una festa per tutti?
Che orrore scommettere su una lotta a schiaffoni che ricorda gli spietati combattimenti tra cani. Eppure dietro l’angolo, se scavi più a fondo, quanti di questi eccessi sono nascosti sotto il tappeto nei territori che abitiamo?
Specie in quelli dove l’economia annaspa e lascia respirare solo i più ricchi, e non concede la tregua di un lieto fine.
Quante domande, insomma, solleva il film “Ultimo schiaffo” di Matteo Oleotto navigando tra commedia e tragedia, tra lacrime e sorrisi per mostrarci chi siamo e dove stiamo andando, sfruttando i registri del grottesco e dell’horror per raccontarci una storia diversa. Una storia sbagliata.
Prossimi appuntamenti
EFF/Lago di Bolsena, iniziato proprio a Bolsena l’8 luglio con una suggestiva proiezione sulla spiaggia, toccherà, nelle prossime 3 settimane, altri 4 comuni intorno al lago: Valentano per la seconda edizione della rassegna “Cinema tra le righe”, con un evento speciale giovedì 30 all’ora dell’aperitivo: la presentazione del libro Fare cinema è un inferno del critico cinematografico Gabriele Niola; Capodimonte per la terza edizione della rassegna “Fantasy sotto le stelle”; Marta con i canonici due appuntamenti con registe esordienti nel cinema italiano; Gradoli, infine, con la proiezione che chiuderà l’estate 2026, una prima volta nella città.
Titoli di coda
Non c’è altro modo di chiudere questa newsletter se non col ringraziamento più importante: quello alla squadra di lavoro, che regala a Est Film Festival l’atmosfera che lo contraddistingue. 💙












