Monografia 19° Est Film Festival
Com'è andato l'evento principale del circuito EFF/Lago di Bolsena
Un’altra edizione è passata. Mentre il progetto EFF/Lago di Bolsena è nel pieno della sua seconda estate, l’evento centrale – Est Film Festival – spegne 19 candeline. Vediamo che edizione è stata.
Le novità
Rispetto al 2024 sono tornati i dibattiti in piazza al termine delle proiezioni; l’esperimento degli incontri nella sala interna del Caffè tagliava fuori una parte troppo ampia di pubblico: col ritorno in piazza si è vista una maggior partecipazione rispetto a ogni altra edizione. Quando qualcosa non è dato per scontato, lo si apprezza di più.
Si è scelto al contempo di rinunciare al Dopofestival musicale: la necessità di tenere bassi i decibel dopo un certo orario, unita alla maggior durata dell’evento cinematografico, avrebbe trasformati il Dopofestival in un evento contemporaneo alla proiezione, quindi concorrenziale… Dovendo scegliere, si è ritenuto giusto privilegiare l’esperienza cinematografica: di eventi musicali è piena l’estate.
Gli ospiti
Ogni film proiettato a Est Film Festival è accompagnato dagli autori; questo aspetto è dunque parte dei criteri di selezione dei film, con il risultato di dover rinunciare a qualche opera per garantire sempre al pubblico l’incontro/dibattito a fine proiezione.
Le prime cinque serate hanno visto in scena 5 autori e autrici esordienti. Ad aprire il festival è stato Per il mio bene di Mimmo Verdesca, già in concorso 10 anni fa nella categoria del cinema del reale.
“Non è una storia che è arrivata all’improvviso, ma è maturata nel tempo. L’umanità mi appassiona, mi commuove, mi incuriosisce molto, soprattutto i rapporti famigliari. Istintivamente io mi sono immaginato Giovanna e poi mi sono reso conto, nella costruzione del film, che era la scelta giusta: una storia del genere non poteva essere affrontata se non da una donna”.
Martedì 22 sul palco di Piazzale Frigo è salito Christian Filippi, che ha presentato Il mio compleanno insieme alla co-sceneggiatrice Anita Otto (anche per lei è un ritorno, otto anni dopo – si perdoni l’involontario gioco di parole – Il più grande sogno).
“Il film è stato prodotto attraverso il bando Biennale College Cinema, che comporta la realizzazione con un piccolissimo budget di 200 mila euro, che è approssimativamente un quinto di quanto costa un esordio normale in Italia. Quello dei limiti produttivi è stato uno scoglio importante da superare, ma ci ha permesso anche di ingegnarci e trovare delle soluzioni narrative più giuste”.
Terza sera di concorso, terzo ritorno a Montefiascone: 14 anni dopo la sua terza partecipazione nel concorso per cortometraggi (due da regista, una da sceneggiatore), Marco Gianfreda ha presentato la sua opera prima, Tre regole infallibili.
“Sulla bellezza relativa, opinabile: secondo me, quindi secondo i personaggi, la bellezza del posto dipende dalla presenza di chi ci va, non esiste il posto bello in assoluto; la magia, il senso ce lo devi mettere tu, non è immediatamente presente nelle cose e nei luoghi”.
Sara Petraglia ha portato L’albero, scritto di nascosto dal padre Stefano, accompagnata dalla protagonista Tecla Insolia, fresca della doppietta David di Donatello – Nastro d’argento per L’arte della gioia.
“Il film è totalmente autobiografico, è la storia dei miei vent’anni. L’origine è un’amicizia che non posso dimenticare e un periodo della mia vita molto difficile ma molto, molto luminoso, come sono i vent’anni. Secondo me infatti è un film che parla di un’età, più che della dipendenza o dell’amore”.
L’ultimo esordiente a salire sul palco è stato Giuseppe Miale di Mauro, alle prese con la sua prima regia cinematografica dopo una lunga attività teatrale; Notturno è tratto da un suo romanzo, “La strada degli americani”.
“Ho girato un film di notte perché non amo svegliarmi presto la mattina… no, non solo: in realtà la notte era uno stato d’animo del personaggio. Questo personaggio che a un certo punto affronta questo evento tragico chiudendosi in sé stesso, in un’asocialità per cui il giorno era un mondo troppo affollato per viverlo, ha bisogno di viverlo in una situazione di desolazione, di solitudine. La notte ci sembrava il momento più opportuno in cui questo personaggio potesse sopravvivere. Credo che il personaggio stia attraversando una notte alla ricerca della sua personale alba”.
Sabato 26 Montefiascone ha accolto Francesca Comencini che, dopo aver ricevuto l’Arco di Platino dalle mani della Sindaca Giulia De Santis, ha introdotto il suo film più recente e più personale: Il tempo che ci vuole.
“Noi esistiamo se siamo comunità. Stare in una piazza insieme è già essere una comunità e per questo penso che questi incontri siano così importanti in questo momento storico e politico in cui bisogna, in qualche modo, combattere l’isolamento, la solitudine, ritrovarsi – appunto – comunità. Sono onorata e felice di essere qui, in questa vostra comunità”.
And the winner is…
I premi in palio erano due: quello assegnato dalla giuria e quello del pubblico. Ma dato che EFF è un progetto che dura tutto l’anno, nella serata finale è stato consegnato anche il premio per il miglior documentario (sezione che si è svolta nel mese di maggio).
La vincitrice è già stata annunciata nella scorsa newsletter; domenica 27 luglio Caroline von der Tann ha finalmente ricevuto, dalle mani del presidente di giuria Giancarlo Breccola, l’Arco d’argento – Premio CIC Centro Iniziative Culturali. Questa la motivazione che ha spinto la giuria a scegliere Il Vangelo secondo Ciretta:
Per la capacità di tradurre in immagini e parole l'impalpabile respiro di Napoli e il suo antico spirito; per la solida frammentarietà della costruzione cinematografica che in un intreccio di memorie, sentimenti e attese riesce a trasmettere i valori di quella disponibilità umana, sempre oscillante tra sacro e profano, che caratterizza e alimenta l'anima di Napoli, oggi insidiata dall'incombente presenza di un turismo invadente e disattento...
Il Premio del Pubblico, anche quest’anno legato ad AVIS Comunale di Montefiascone e dedicato a Pierluigi Ciucci, è stato consegnato dalla presidente di AVIS Romina Fumoso a Mimmo Verdesca. Per il mio bene ha ottenuto la media-voto di 8,77, quasi mezzo punto in più del secondo classificato. Che ha avuto però modo di rifarsi pochi minuti dopo…
Le premiazioni si sono chiuse con la consegna dell’Arco d’oro – Premio Crédit Agricole Italia; Angelo Rampini, Vice Direttore Direzione Regionale Centro Sud, ha consegnato l’Arco d’oro a Giuseppe Miale di Mauro. Il suo Nottefonda, secondo nel gradimento del pubblico, è stato scelto dalla giuria con la seguente motivazione:
Per la capacità di tradurre in immagini un proprio romanzo e il coraggio di tradirne la trama aprendosi alle possibilità di coinvolgimento popolare del cinema. E avvicinandosi alla realtà che nella gestione del progetto d'esordio gli è cambiata davanti.
Per il modo originale con cui da collaudato e premiato regista da palcoscenico riesce a fare tesoro e a trarre energie di esperienza collettiva con un diverso linguaggio corale.
Per il modo con cui muove tutti gli attori a cercare la verità dei propri personaggi e non solo a interpretarli.
Per il modo in cui trascina lo spettatore nel tempo qui-e-ora del teatro seguendo gli andirivieni tra presente e passato, incubi e fantasie del protagonista, senza annegare in una banale marea di flashback. Artificio che prepara il terreno del colpo di scena finale.
Per il ritratto spaesante e metallico, risultato di una lunga esperienza sul campo, che ci consegna una Napoli di periferia senza scivolare negli stereotipi di Gomorra, o nella semplificazione di Mare fuori. Denunciando così i tentativi di addomesticare nella gabbia di un ritorno all'ordine il disordine trasgressivo ma ricco di umanità e solidarietà di chi ci vive.
Infine per l'intensità del messaggio che lancia: il dolore e la sofferenza di una perdita si può superare solo lasciando andare ciò che ci è sfuggito.
Prossimi appuntamenti
EFF/Lago di Bolsena toccherà, nei prossimi 10 giorni, altri 4 comuni intorno al lago: Capodimonte per la seconda edizione della rassegna “Fantasy sotto le stelle”, Marta con due appuntamenti con registe esordienti nel cinema italiano, Bolsena con la proiezione del cortometraggio e del film premiati del pubblico del 19° Est Film Festival, Valentano con la neonata rassegna “Cinema tra le righe”.
Titoli di coda
Sarà ripetitivo, ma un impegno come questo non può che chiudersi con il ringraziamento più importante: quello alla squadra di lavoro, che regala a Est Film Festival l’atmosfera che lo contraddistingue. 💙
Appuntamento a fine agosto, il giorno in cui inizierà il Festival di Venezia, per raccontare come si è svolta l’estate 2025 e quali strade potrà prendere il nostro viaggio.













