Monografia 18° Est Film Festival
Com'è andato l'evento principale del circuito EFF/Lago di Bolsena
Si è appena concluso l’evento che dà il nome al progetto Est Film Festival / Lago di Bolsena, di cui Montefiascone ha ospitato, dal 21 al 28 luglio, l’edizione #18. Che edizione è stata? Raccontiamola con le parole dei nostri ospiti.
Gli ospiti
Come da tradizione, ogni film è stato accompagnato dagli autori. Ha inaugurato il festival Daniele Luchetti, che ha introdotto il film Confidenza partendo dalle considerazioni sul libro omonimo di Domenico Starnone:
“Questo è un film sfuggente. Quando ho letto il libro mi ha attratto tantissimo, mi è piaciuto, ma non l’ho capito. Poi l’ho fatto leggere ai produttori e agli attori. Anche loro hanno detto «è bellissimo, ma non l’abbiamo capito». Allora, per cercare di capirlo, abbiamo deciso di farci un film. Quando giravamo il film, tutti i dubbi, tutte le incertezze che girano attorno a questa storia entravano nella scena e la rendevano ambigua. Il fatto che gli attori galleggiassero insieme a me nell’indecisione ci ha permesso di creare un film preciso sull’essere imprecisi”
Il primo autore a partecipare al concorso è stato un volto noto del cinema, della televisione e del teatro italiano, Neri Marcorè, che ha esordito alla regia con il film Zamora:
“Questa storia riguarda i sentimenti di un ragazzo che deve rompere una sorta di guscio che si trova dentro di lui e che, per paura di sentirsi inadeguato nei confronti della vita, delle altre persone, di sentimenti come l’amore e l’amicizia, non ha mai rotto. Insomma, è una storia di formazione.
Sono contento che questo sia il mio primo film da regista. Oggi non so quando sarà il momento di farne un altro. In futuro, comunque, quando avrò un’altra storia da raccontare saprò come fare e a chi rivolgermi per tornare alla regia”
Il secondo film in competizione è stato Animali randagi dell’esordiente Maria Tilli:
“Il film non esisterebbe se non ci fosse, in Italia, quella che io chiamo provincia contadina: una provincia che vive a metà strada tra il mondo contemporaneo e le sue tradizioni arcaiche e, per questo, è diversa dalla provincia industriale, più simile alla periferia.
Oggi c’è una forte differenza tra quantità di film prodotti e volontà della distribuzione di portarli nelle sale. Per questo, io stasera ringrazio chi è uscito di casa ed è venuto in piazza per guardare un film che racconta una storia che non li riguarda: una cosa non scontata alla quale, oggi, la distribuzione è molto meno interessata rispetto a voi che organizzate eventi”
I limoni d’inverno ha rappresentato il ritorno a EFF di Caterina Carone, già in concorso con il suo primo film nel 2016:
“Volevamo raccontare i sentimenti delle persone e i momenti in cui ognuno di noi fatica a trovare una spinta per andare avanti. Momenti che si possono sempre superare attraverso l'apertura e il dialogo con gli altri.
L’amicizia tra i due protagonisti è vera e autentica anche nella vita reale, e credo che questo si capisca guardando il film. Perché i film sono un po’ come delle spugne: l'immagine cattura i rapporti tra le persone e, al cinema, lo spettatore percepisce anche l’atmosfera del set”
Un altro gradito ritorno è stato quello di Enrico Maria Artale con il suo secondo film El Paraíso:
“È un film che mi riguarda intimamente, e siccome l’ho scritto da solo lo considero un po’ come la mia vera opera prima. Nasce da una lunga notte passata insieme a Edoardo Pesce, dopo la quale ho avuto lo spunto per fare questo film.
Considero molto personali i sentimenti e le paure adolescenziali del protagonista, perché le grandi problematiche e i grandi conflitti non si risolvono con l’età: spesso rimangono lì, e questa condizione risuona tanto nel film quanto nella mia vita”
Ultima in concorso Michela Giraud: la stand-up comedian romana ha introdotto Flaminia in collegamento video:
“Roma Nord non ha niente di speciale. È un luogo altoborghese e opprimente, in cui le persone ostentano la propria ricchezza. Io ci sono cresciuta, ma non ho mai dato seguito alle aspettative che questo ambiente mi chiedeva. Per questo mi sono sempre sentita un po’ fuori luogo e, con questo film, spero di riuscire a far conoscere anche questo aspetto della mia vita.
Il cinema è come la radio: è il mezzo più riconosciuto e più riconoscibile, e credo che la bellezza di un film, così come la bellezza di farlo, un film, esisterà per sempre”
And the winner is…
Un festival si distingue da una rassegna sia per il lavoro di ricerca dietro alla selezione dei film, sia per la competizione per uno o più premi. Il weekend conclusivo è stato dedicato dunque alle premiazioni: sabato i premi delle sezioni collaterali che si sono svolte nei mesi invernali (EFF|SHORT) e primaverili (EFF|DOC); domenica gran finale con i premi del concorso principale.
Annunciato nella scorsa newsletter, l’Arco d’argento per il miglior documentario è stato consegnato a Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini per il loro film Go, friend, go. Nel corso della serata è stato proiettato anche il cortometraggio vincitore Il mare che muove le cose di Lorenzo Marinelli.
Due i premi in palio per il concorso riservato a opere prime e seconde italiane: il pubblico ha scelto Zamora di Neri Marcorè, premiando l’incontro di lunedì 22 con la media-voto più alta nella storia del festival: 9,33. Sul palco, a ritirare il premio, l’attrice Pia Lanciotti, nota ai più per il suo ruolo in Mare fuori. La giuria ha invece scelto una delle due opere seconde in gara, El Paraíso, che dopo i premi per sceneggiatura e recitazione a Venezia vince l’Arco d’oro di Est Film Festival.
Bilancio
Continua la strada intrapresa nel 2023 con il ritorno del festival all’aperto in una delle piazze più belle di Montefiascone, l’affascinante Piazzale Frigo. Il riscontro del pubblico è stato superiore a ogni aspettativa e speranza. Il tutto esaurito nelle due serate iniziali, con Daniele Luchetti e Neri Marcorè, era prevedibile; lo era meno immaginare lo stesso pubblico a riempire la piazza anche per tutti gli altri film in concorso, segnale di fiducia nelle proposte del festival più che nell’appeal dei nomi degli ospiti. Ancora più sorprendente l’impatto con una piazza piena nel giorno di chiusura, per assistere alla cerimonia di premiazioni e a un capolavoro del cinema già programmato in televisione innumerevoli volte, a riprova del desiderio delle persone di condividere la visione del cinema in piazza e non solo nel privato delle proprie case.
Merita una riflessione approfondita la serata di sabato 27, con la proiezione dei vincitori delle sezioni collaterali: se una piazza piena per metà può sembrare strana all’interno di una manifestazione che ha registrato sempre il tutto esaurito, è proprio questa scelta che va sostenuta anche per dare un chiaro segnale sull’identità e la proposta culturale dell’evento. Un festival non deve aver paura nel proporre contenuti più difficili, perché la crescita culturale si ottiene nel confronto con qualcosa di inusuale, che esca dalla comfort-zone del pubblico; 150 o 200 persone che si confrontano con un genere poco frequentato - quale il documentario non narrativo - affrontando argomenti che oggi si tende a etichettare come “divisivi”, sono un successo che va oltre le normali aspettative di qualsiasi evento che non si svolga nelle grandi città.
Qualcosa da migliorare c’è sempre e il lavoro su un’edizione non termina con i saluti di fine festival; l’edizione 2025 non è alle porte, ma è già iniziata.
Prossimi appuntamenti
Montefiascone tornerà al centro dei riflettori a gennaio con la nuova edizione di EFF|SHORT, che si svolgerà al Cinema Gallery.
Davanti a noi c’è un’estate piena di appuntamenti: da venerdì 2 a domenica 4 agosto spazio alla rassegna dedicata al cinema fantasy a Capodimonte; mercoledì 7 e giovedì 8 ci si sposta a Marta per due appuntamenti con il cinema italiano. Nel frattempo, l’Arena Marconi di Bolsena è già attiva dal 27 luglio e la programmazione verrà pubblicata settimanalmente sui canali social del cinema e sul sito del progetto.
Titoli di coda
Un GRAZIE enorme a chi ha realizzato questo festival, dai pochi che ci lavorano tutto l’anno ai molti che intervengono durante gli 8 giorni in cui si va in scena. Il successo di un festival si deve in buona parte all’atmosfera che si respira, e quest’atmosfera si deve esclusivamente alla squadra di lavoro. 💙
Appuntamento a fine agosto, il giorno in cui inizierà il Festival di Venezia, per raccontare qualcosa di diverso che però si inserisce perfettamente in questo percorso.











