20 milioni di opportunità per il territorio
Il nuovo corso della Film Commission; festival a confronto; due opere prime da vedere
Quello che, dall’esterno, viene spesso chiamato “mondo del cinema” è composto da settori molto diversi tra loro: formazione, produzione e distribuzione sono macro-aree in cui operano realtà varie e con metodi differenti. Lo Stato italiano mette a disposizione fondi – provenienti per lo più dai programmi di sostegno europei – per alcune di queste attività. Parte di questi fondi sono oggetto di specifici bandi gestiti dal Ministero della Cultura e dalle Regioni (abbiamo già parlato l’anno scorso dei bandi per la promozione cinematografica, a cui partecipa una realtà come quella di EFF Lago di Bolsena). Una parte consistente è gestita dalle “Film Commission”: si tratta di strutture regionali che utilizzano fondi pubblici per attrarre produzioni audiovisive sul territorio, con il duplice scopo di portare investimenti nella regione e di promuoverne l’immagine in Italia e all’estero; nate per iniziativa delle Regioni promotrici, ognuna ha un’organizzazione, dei metodi e degli obiettivi propri che rispecchiano le peculiarità del territorio e la visione strategica a esse collegata. Vediamo quali strumenti mette a disposizione la Roma Lazio Film Commission.
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Work in progress #17 – La nuova Film Commission
Nata nel 2007, la Roma Lazio Film Commission ha iniziato nel 2025, dopo un periodo di commissariamento, un percorso di rinnovamento che ha avuto un momento importante durante la Festa del Cinema di Roma appena conclusa. In questa occasione, infatti, sono state presentate le nuove iniziative per la promozione del settore audiovisivo del Lazio che possono contare per il triennio in corso su un budget annuale di 20 milioni di euro.

Per un progetto di medie dimensioni e fortemente legato al territorio della Tuscia qual è Est Film Festival Lago di Bolsena è importante – e confortante – notare che la visione della Roma Lazio Film Commission guarda con grande attenzione allo sviluppo dei diversi luoghi della regione, anche quelli storicamente considerati “periferici” rispetto alla Capitale e agli immediati dintorni. Questa attenzione si declina in varie direttrici di azione che proviamo di seguito a riassumere::
Film Location Friendly: si tratta di una call per i Comuni che vogliono accogliere troupe cinematografiche. Con un ausilio da parte della Film Commission, saranno i Comuni interessati a fornire foto e informazioni sulle possibili location per le produzioni interessate. È un’iniziativa molto importante per la Tuscia in quanto richiede ai Comuni di vedersi come attori attivi e non più passivi della valorizzazione del territorio, spronando le amministrazioni locali a un ragionamento preventivo sui loro punti di forza e di debolezza.
Media desk territoriali: quello viterbese (presso lo Spazio Attivo di Valle Faul) sarà uno dei primi 3 punti di supporto alle produzioni audiovisive fuori da Roma. In questo modo le professionalità a supporto della produzione si spostano verso i territori, evitando situazioni di eccessivo carico sulla sede centrale ma soprattutto permettendo l’innesco di un circuito virtuoso tra chi conosce il territorio e chi per lavoro lo promuove.
Lazio Cinema International: torna il programma che nello scorso decennio ha sostenuto oltre 200 progetti. Il bando è rivolto a produttori indipendenti che abbiano già accesso al credito d’imposta e contribuisce fino al 50% delle spese ammissibili. Più produzioni significa più possibilità che anche territori considerati “marginali” siano presi in considerazione per riprese e lavorazioni e, inoltre, le produzioni indipendenti sono spesso meno legate a schemi produttivi consolidati e più propense a esplorare oltre le location più note.
Lazio Cinema Lab: è una delle novità pensata per rafforzare le PMI sostenendo opere che trattino storie di interesse regionale attraverso educazione al sentimento, storia, benessere e turismo. Questa iniziativa è forse quella più chiaramente diretta a far emergere luoghi e culture del Lazio meno frequentati partendo dalla fase pre-produttiva di creazione e scrittura. Speriamo che la Tuscia, con le sue contraddizioni e il suo fascino ancora autentico, sappia attrarre queste visioni.
Dalla parola allo schermo: il bando per sceneggiature è in pieno svolgimento (i risultati erano attesi già da mesi, ma le candidature sono state molte più del previsto). L’intenzione è di aprire a breve una nuova call per il 2026, chiudendo velocemente la lavorazione delle proposte del 2025. In attesa dei risultati della selezione 2025 vediamo che anche in questo caso ci si rivolge all’iniziativa proattiva di chi la Tuscia la vive e la vuole raccontare.
Distributori indipendenti: bando già chiuso per contribuire alla distribuzione in sala di film da parte dei distributori indipendenti. Si tratta di un’opportunità che potrebbe giovare ai pochi gestori di sale cinematografiche della Tuscia perché anche qui c’è un pubblico che, per logiche distributive e di accordi con gli esercenti, è troppo spesso privato della possibilità di farsi incuriosire da proposte diverse.
Seguiremo con grande attenzione tutte queste iniziative che ci confortano sul fatto che, finalmente, si voglia promuovere il Lazio come regione del cinema senza fermarsi ai confini, ampi e importanti, ma anche limitanti, di Roma.
Abbiamo, però, tenuto per ultimo il progetto con il quale speriamo di collaborare nei prossimi mesi: tra le novità in arrivo dalla Roma Lazio Film Commission c’è anche un finanziamento per organizzare anteprime cinematografiche con i cast nei cinema della regione. Nella Tuscia questa iniziativa è ad oggi portata avanti in autonomia dal Cinema Moderno di Bolsena ma grazie al contributo della Film Commission potrebbe coinvolgere anche le sale cinematografiche di altri paesi. Perché, lo diciamo sempre, la collaborazione è la chiave del successo di un territorio.
Focus: Castiglione del Cinema
Il mese scorso siamo andati a Castiglione del Lago in occasione del festival Castiglione del Cinema. I motivi sono vari: è un festival nato 8 anni fa sulle sponde di un ampio lago quale il Trasimeno, a pochi km dal nostro Lago di Bolsena; si svolge in una città con la stessa demografia di Montefiascone, dove è nato EFF; il nuovo direttore artistico è un amico di EFF, dove è stato in concorso come regista con un cortometraggio (Per Anna nel 2016) e con la sua opera prima (La ragazze non piangono nel 2023).

Andrea Zuliani ha preso le redini del festival da Emanuele Rauco, che nel biennio precedente ha cercato di aprire a più opere internazionali e d’autore, con un occhio al cinema emergente. Gli abbiamo chiesto come ha lavorato in questa sua prima esperienza da direttore.
Da regista e direttore: com’è successo?
Ero stato ospite del festival col mio film Le ragazze non piangono. Mi sono innamorato di Castiglione del lago ed è nata una bella amicizia sia con l’ex direttore Emanuele Rauco (che avevo conosciuto a Catania mesi prima) sia col presidente dell’associazione che gestisce il festival, Luigi Meoni. Quando Emanuele, a inizio 2025, ha dovuto lasciare per accumulo di impegni, lui e Luigi mi hanno proposto di prendere il suo posto. Ero titubante delle mie capacità a riguardo, ma da addetto ai lavori ne ho frequentati molti di festival, dai più piccoli a quello di Venezia e qualche idea su cosa proporre è arrivata spontaneamente, così ho accettato.
Come hai lavorato, rispetto alle edizioni precedenti?
Nella prima riunione ho detto che per me il vero problema, post-Covid, è che siamo tutti diventati un po’ degli spettatori passivi. Tra piattaforme e schermi tv sempre più grandi e in alta definizione chi ce lo fa fare a uscire di casa per vedere un film? La domanda che ci siamo posti è stata: come facciamo a riportare un po’ di gente in sala, a coinvolgerli in quello che vedono, a renderli partecipi del festival e fargli scoprire un cinema diverso che difficilmente troveranno sulle piattaforme? Un’impresa, insomma.
Quest’anno, oltre a estendere la durata del festival (da 3-4 giorni siamo arrivati a 7 giorni pieni) abbiamo cercato di valorizzare il formato del cortometraggio istituendo un concorso vero e proprio, per la prima volta con dei premi in denaro, incentivo necessario per permettere a questi piccoli film di continuare il percorso distributivo. Abbiamo cercato anche di aumentare il numero di opere prime e seconde italiane coinvolgendo i rispettivi autori, convinti che molti film piccoli potrebbero avere un pubblico più ampio.
Abbiamo mantenuto le proiezioni scolastiche la mattina, invitando registi e attori a dialogare con bambini e ragazzi. Il primo pomeriggio invece è stato dedicato ai cortometraggi, invitando i registi. Altra grande novità è stato istituire un premio del pubblico in sala. Non è mancato uno spazio fuori concorso dedicato alle opere nuove di registi umbri o girati nel territorio. Durante le varie giornate si sono alternate delle masterclass, degli incontri d’autore sui mestieri del cinema. Questo è un format su cui probabilmente dovremo lavorare meglio perché il pubblico è stato poco ma in aumento nel corso del festival (tendenza riscontrata in ogni sezione: chi si è fidato della nostra proposta, poi è tornato e ha sparso la voce.
A orario aperitivo, come di consueto, c’è il talk in piazza con il talent principale. La proiezione serale è stata sempre dedicata al cinema emergente oppure agli esordi alla regia di attori e attrici affermati. Altra grande novità è stato Corto castiglione!, un contest per realizzare un corto inedito durante i giorni del festival. Si sono iscritte 5 mini troupe per un totale di 40-50 ragazze e ragazzi.
Nota a parte sulle giurie: la prima grossa novità è stata creare una giuria giovani under 25, poi abbiamo avuto ben 4 giurie in cui figuravano nomi molto importanti del nostro cinema.
Il punto per me è stato creare al cinema Caporali una sorta di presidio permanente cinematografico. Praticamente in ogni momento della giornata, dalle 9 di mattina alle 10 di sera, potevi venire al cinema, gratuitamente, a vedere qualcosa.
La dimensione della città (15mila abitanti, un paio d’ore da Roma) ha influito sulle tue scelte artistiche?
Devi aggiungere che il centro storico di Castiglione è una ZTL, quindi in realtà non sono molti quelli che si imbarcano da fuori per venire al cinema nel centro storico. Sulle scelte direi di no: abbiamo cercato di portare dei nomi di richiamo che avessero un’opera in linea con il festival (Zingaretti e Bergamasco con le loro opere prime, Ciprì con un’opera prima horror di cui ha curato la fotografia, Scarpetta con il regista Gianmaria Fiorillo per la sua opera prima che uscirà a novembre). Portare dei nomi chiaramente genera un’aspettativa maggiore e magari spinge un pubblico più trasversale a venire a scoprire qualcosa di nuovo.
Ci interessa anche il lato organizzativo: ci descrivi l’associazione Castiglione del Cinema APS?
Oltre al presidente Luigi Meoni, ha un direttivo di 7 persone che si occupano dei vari aspetti: c’è chi cura il lato comunicazione e marketing, c’è un’insegnante che cura tutti i rapporti con le scuole, c’è chi segue le pratiche per l’ospitalità, abbiamo un capo trasporti per la logistica... sono tutti castiglionesi occupati in altre attività, ma che per spirito d’associazione e per amore del cinema si sbattono tanto per il festival.
Idee per il futuro?
Ci lavorerò con calma, ora torno ai miei progetti :)
Ma ho visto coi miei occhi che quello che volevamo far arrivare, è arrivato. Ora bisogna curare questo semino per farlo germogliare.
Media e audiovisivi
A Castiglione del Cinema abbiamo visto Ciao bambino, opera prima di Edgardo Pistone, uno dei migliori tra i tanti film girati a Napoli di recente. Un film che sarebbe stato meritevole del concorso di EFF 2025, perciò invitiamo i nostri spettatori (e anche tutti gli altri) a recuperarlo in streaming su Apple TV.

Restando alle opere prime, segnaliamo l’uscita in sala di RIP, commedia surreale girata da Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis, autori di molti cortometraggi di successo (con Buffet hanno vinto Est Film Festival nel 2017). Di seguito il link al trailer di RIP e il link alla versione integrale del cortometraggio Buffet.

Quiz: avevamo già linkato il corto Buffet in una precedente newsletter: ve lo ricordate? Lo avevate guardato?
In breve
📏 IL CORTO CRESCE? | La scorsa settimana è stata presentata la prima edizione delle “Giornate Professionali del Cortometraggio”, iniziativa promossa da APIC (Associazione Produttori Indipendenti Cortometraggio), che si propone di favorirne la crescita industriale rappresentando gli interessi dei produttori presso le istituzioni e gli enti di settore. Qui il link al comunicato stampa.
🖼️ MOSTRA | Per tre mesi, fino al 18 gennaio, sarà visitabile a Castel Sant’Angelo (Roma) la mostra fotografica “Roma e l’invenzione del cinema”, uno sguardo dalle origini fino agli anni ‘60. Sul sito della Fondazione CSC potete leggere la presentazione della mostra.
💯 CONFRONTO | Sul red carpet della Festa del Cinema sono scesi autori, maestranze e tecnici per protestare e chiedere al governo un confronto sulla riforma del sistema-cinema. I tagli previsti dalla bozza del bilancio “metterebbero a rischio migliaia di posti di lavoro e un comparto strategico per l’economia e l’immagine del Paese”. Sul sito dell’Associazione 100autori maggiori informazioni.
🍝 FESTIVAL A TAVOLA | Nella scorsa newsletter vi abbiamo anticipato della cena in programma a Viterbo tra direttori e direttrici di tutti i festival e le rassegne cinematografiche della Tuscia. Doveva svolgersi pochi giorni fa, ma i malanni stagionali hanno costretto a un rinvio; alla prima newsletter utile vi racconteremo i dettagli…


